venerdì, 30 novembre 2007
Ho qualche problemino sul mio pc di casa. Alcune icone nel systray, pur essendo riferite a processi regolarmente caricati e funzionanti, non appaiono. Non trovando da solo la causa di questo strano comportamento, e potendo escludere presenze di virus o spyware o altre schifezze analoghe, ho effettuato qualche ricerca in rete, ponendo come chiavi di ricerca cose del tipo "icons disappeared in system tray" oppure "no icons in systray". Normalmente questo genere di ricerche dà sempre buoni frutti.
Ho scovato qualche suggerimento interessante in qualche forum tecnico in lingua inglese. Un testo, in particolare, molto lungo, sembrava davvero, dalla prime righe, che fornisse utili consigli, e così decido di farmelo tradurre dal servizio "Babelfish" del sito di Altavista. Qui sotto riporto la "traduzione" in italiano di quel testo.
"Che cosa non potete dovere per fare.... Sto aggiungendo qui al filetto che cosa non potete dovere per fare, prima di tutti i tempo ed esasperazione supplementari. Ho trovato questo filetto ad una ricerca di Google ed è esattamente lo stesso problema che ho - e vedo alcuni viali possibili per provare. Sto ottenendo la maggior parte delle mie icone del vassoio del sistema tranne una conduttura una che sto provando a fare comparire. Ho passato interamente attraverso il piano d'azione "del msconfig" su XP ed e così via - assicurandosi il programma è controllato correttamente dappertutto all'inizio a avviano in su. Ho Uninstalled il mio programma (suite di Handstory) e reinstallato esso... nessun aiuto. Che cosa non potete dovere per fare..... Ho alcuni programmi supplementari di Spyware installati oltre a Norton avoirdupois come "SpyGuard" e "SpyBlaster" - che inabilitano tutte le specie di spyware e di scumware ed altre dal trasferimento dal sistema centrale verso i satelliti lo spyware e dei tali dal sistema centrale verso i satelliti con IExplorer. Recentemente uploaded le nuove definizioni in questi e che stavo pensando che forse una delle definizioni di Spyware avesse ostruito il mio programma dal cominciare normalmente. Dopo Uninstalling loro - niente... l'icona di programma nel vassoio del sistema ancora non stava comparendo. Ho visto qui alcuni rimedi per provare. Inoltre ho provato a copiare la scorciatoia al "inizio in su" i dispositivi di piegatura nell'esploratore di Windows - ci sono lle coppie quali "gli utenti/programmi di..All/cominciano in su - - - e - - - il vostro nome (nome dell'utente primario)/programmi/comincio in su - - - e - - - utente di difetto/programmi/avviare in su........... ma quello non ha disposto l'icona nel vassoio. Il più bene di fortuna tutta e dell'io sia indietro se c'è ne degli altri suggerimenti qui funzionano. Realmente vorrei conoscere i conflitti reali pure, perché inoltre ho provato a usando "le icone inattive del pellame" dal giusto scattarsi per le proprietà sulla barra di operazione ed allora scattandosi "adatti" e scegliendo l'icona e tutti gli altre ho desiderato sembrare sempre con "l'esposizione" queste icone. Ciò non ha funzionato, come quando avevo reinstallato il mio programma - almeno allora l'icona è comparso fino a che non interromperà il mio calcolatore. Sconosciuto, perché il programma e l'icona del vassoio stanno funzionando benissimo per in un anno ed io non faccia tutte le iniziare specie di eccedente in su le icone nel vassoio."
mercoledì, 06 giugno 2007
La Casta
Mi accingo a leggerlo. Avevo in coda, dopo "L'Italia dei notabili" di Indro Montanelli, "I complici", ovvero il libro su Provenzano e i suoi collegamenti con mafiosi e parlamentari.
Il fatto interessante è che Castelli, il cosidetto ingegnere mangiapolenta, ex cosidetto ministro della cosidetta giustizia, ha definito "La Casta" un libro di menzogne. Mi avesse mandato un email personale per invitarmi a leggerlo subito, non avrebbe sortito lo stesso effetto. :)
martedì, 14 novembre 2006
Perché quando squilla un telefonino, colui o colei che risponde se ne scappa lontano? Cosa hanno da nascondere? Che poi si allontanano e mentre fan così incrociano altre persone che immancabilmente ascolteranno (o almeno potrebbero) ciò che dicono.
Senza dimenticare che siamo tutti intercettati.
Che nevrosi ci sono in giro...
martedì, 06 settembre 2005
Parlamentari e carriera
La tendenza che sembra essere diventata quella generale, è che chi entra in politica, chi si candida per essere eletto davvero, o ha una condanna passata in giudicato (o sa che presto sarà raggiunto da essa) e quindi vuole essere eletto deputato o senatore per godere dell'immunità, oppure vuole assicurarsi uno stipendio succulento e una pensione ricca dopo soltanto pochi anni.
Professione "rappresentante del popolo".
Segue interessante articolo scovato in rete:
Quanto ci costi, cara nostra politica
di Elio Veltri
Nessuno conosce con precisione i costi della politica e pochi hanno interesse a fare chiarezza dal momento che il sistema è perfettamente bipartisan e riguarda tutti i partiti. Controprova, l’inchiesta a puntate del Sole 24 ore, lasciata cadere nel silenzio generale. La stessa Corte dei Conti ne ha una visione parziale perché i bilanci che esamina sono quelli dell’istituzioni e degli enti statali.
Partiti: vivono di finanziamento pubblico che è pari al 77% e per alcuni (Italia dei valori, Nuovo Psi oltre il 99% delle entrate totali). Con la legge 156 del 26-07-2002 il rimborso per ogni voto è stato portato a un euro. Per le elezioni politiche del 2001 la spesa complessiva per i rimborsi è stata di 165 milioni di euro. È del tutto evidente che il referendum del 1993 sul finanziamento pubblico è stato aggirato dal momento che i contributi personali e i versamenti del tesseramento costituiscono una quota minoritaria per alcuni partiti, inesistente per altri, delle entrate. Nonostante il finanziamento pubblico cospicuo, alcuni partiti, in testa Forza Italia e Ds, sono indebitati. Per Forza Italia, in banca, garantisce personalmente Berlusconi; i Ds hanno ridotto il debito pregresso in maniera consistente. Per tutti i partiti la quota maggiore di uscite riguarda le spese elettorali e per i servizi.
Il personale è diminuito e la classifica vede in testa i Ds con 215 persone e Forza Italia con 105, retribuito direttamente dalle direzioni nazionali. Le considerazioni che si possono fare sono le seguenti:
a)la legge del ’97 che dava la possibilità di scelta ai cittadini versando il quattro per mille, equivalente all’otto per mille che va alle Chiese e allo Stato, è fallita. La proposta era stata difesa con passione alla Camera dei deputati da Massimo D’Alema che l’aveva considerata uno strumento di sfida democratica. L’allora segretario dei Ds aveva detto: «I partiti devono meritarsi il finanziamento dei cittadini. Quindi, questa legge è una sfida sul terreno democratico». Le cose sono andate male;
b) la scarsa percentuale di versamenti liberali dovrebbe far riflettere seriamente i partiti sulla percezione delle loro attività e comportamenti da parte dei cittadini;
c) sarebbe utile riprendere una delle proposte di legge depositate in Parlamento sulla responsabilità giuridica dei partiti in modo di esercitare i controlli, come era stato sostenuto con vigore da Mortati all’Assemblea Costituente, sulla loro vita interna da parte di una autorità come la Corte Costituzionale, di garanzia;
d) la certificazione dei bilanci dei partiti in base alle norme del codice civile e il controllo delle spese elettorali dei candidati al Parlamento potrebbero costituire un incentivo per aumentare la fiducia dei cittadini e degli elettori.
Camera e Senato: costano circa 2 miliardi di euro all’anno. Montecitorio costa il doppio del Bundestag tedesco e dell’assemblea nazionale francese; il quadruplo dei Comuni inglesi è più di dieci volte del Parlamento spagnolo eppure i deputati tedeschi e francesi guadagnano più dei nostri essendo la spesa complessiva di 160 milioni di euro in Italia; 176 in Germania e 266 in Francia. Le voci che in Italia incidono di più sono quelle per il personale (più del doppio rispetto a Germania e Francia), per i vitalizi o pensioni e per le sedi. Lo stipendio dei 350 deputati spagnoli è appena di 40mila euro all’anno. Riassumendo: il bilancio di Montecitorio è uguale al prodotto interno lordo della Mongolia e al doppio del prodotto interno lordo di San Marino.
I nostri senatori non badano a spese. In dieci anni il bilancio di Palazzo Madama è raddoppiato passando da 297,6 milioni di euro del 1995 ai 550,7 milioni di quest’anno, che lordi diventano 900 milioni di euro. Palazzo Madama con i suoi 330 senatori, costa il doppio del Senato francese, il quadruplo della Camera dei Lord, dieci volte di più di quello spagnolo e ventisette volte di più del Bundrsrat tedesco. Le voci che incidono di più sono quelle per il personale, per i vitalizi e per gli investimenti per le sedi. Io penso che alcune economie siano possibili incidendo sugli stipendi di tutti e sul numero del personale con una moratoria di cinque anni e prevedendo alcune regole indispensabili per specifiche competenze e professionalità. Per quanto riguarda i vitalizi, le riforme degli ultimi anni decise dalle presidenze della Camera che si sono succedute, vanno nella giusta direzione ma potrebbero essere ulteriormente migliorate in senso restrittivo. Ma la riforma fondamentale, sempre annunciata e mai esaminata, rimane la riduzione drastica del numero dei parlamentari. In ogni caso, poiché i cittadini fanno coincidere le spese delle due Camere con gli stipendi che i parlamentari «si aumentano da soli», sarebbe utile chiarire:
1) che le aule parlamentari non decidono un bel nulla e che gli adeguamenti sono automatici perché legati a quelli dei magistrati di Cassazione;
2) che i regolamenti parlamentari hanno rilevanza costituzionale, le decisioni vengono assunte dagli uffici di presidenza e deputati e senatori discutono, quasi sempre frettolosamente, il bilancio complessivo.
Per cui sarebbe utile un impegno per una discussione approfondita dalle due assemblee in diretta televisiva. Il problema, infatti, è tanto avvertito e, spesso, male avvertito, che di fronte allo snocciolare dei dati riguardanti il lavoro nero, l’evasione fiscale, i patrimoni della mafie e il numero degli affiliati alle mafie nel Mezzogiorno, in una trasmissione di Telelombardia, gli interlocutori presenti in studio e i cittadini che telefonavano imprecavano solo contro gli stipendi dei parlamentari. Il resto non interessava più di tanto.
Governo e ministeri: costano 1.2 miliardi di euro e il costo è riferito al personale, le consulenze, la gestione degli uffici dei ministri e dei sottosegretari. I rilievi della Corte dei Conti sulla sovrapposizione delle competenze tra ministeri e tra questi e le Regioni, sul numero di consulenti inutili, sui contratti milionari e sulla carenza di controlli, sono costanti ma restano lettera morta. I ministeri che costano di più sono: Ambiente, Trasporti e Difesa. Secondo la Corte dei Conti il 56,5% delle risorse attribuite al ministero dell’Ambiente per la difesa del suolo e per la tutela ambientale è assegnato agli uffici del ministro. Lo stesso vale per i fondi destinati alle grandi opere assegnati al ministro dei Trasporti e per quelli della Difesa. Il federalismo di stampo leghista-berlusconiano è diventato centralismo e clientelismo feroce, con assoluta discrezione nella gestione del pubblico denaro. La presidenza del Consiglio è un disastro. Il premier-manager, tanto bravo per le sue aziende, ha moltiplicato i dipartimenti e con essi il personale: Protezione civile, finita nel mirino della Commissione europea; Innovazione tecnologica e tecnologie; Ufficio nazionale per il servizio civile; i dipartimenti Antidroga ed Editoria. New entry: alto commissario anticorruzione (!!!) per il quale la Corte dei Conti chiede «notizie sulla attività svolta» è dipartimento per il programma di governo.
Regioni ed Enti locali. Le Regioni hanno richiamato la maggiore attenzione per la dilatazione della spesa a causa di un neocentralismo che contraddice la ragione stessa della istituzione delle regioni. Aumento del numero dei consiglieri e delle commissioni, degli assessori interni ed esterni, con l’introduzione dei sottosegretari, delle consulenze, degli stipendi, svuotamento dei compiti dei Consigli e aumento della conflittualità Stato-Regioni, sono stati evidenziati da Sabino Cassese (Corriere 19 luglio 2005). Il costo dei 48mila dipendenti è di 1,28 miliardi di euro con un record nelle regioni del Mezzogiorno. Consiglieri e Assessori sono diventati 1247, ripartiti equamente su tutti il territorio nazionale, ma con differenze rilevanti tra regione e regione e con un costo procapite medio mensile di 9.139 euro.
Per quanto riguarda i dipendenti regionali guida la classifica la regione Sicilia seguita dalla Campania e dalla Calabria, che è riuscita ad assegnare la presidenza a tutti i consiglieri di maggioranza. La Sicilia di Cuffaro, scrive Francesco Forgione, capogruppo di Rifondazione all’assemblea regionale, nel bel libro «Amici come prima» Editori Riuniti, ha 20mila dipendenti ai quali va aggiunto il personale degli enti economici e regionali, delle aziende per il turismo, delle ipab, dei consorzi di bonifica. «A questi vanno aggiunti altri circa 20mila lavoratori a tempo parziale al servizio del demanio forestale e le altre migliaia di precari». Per cui, «un’intera città, Palermo, con i suoi 700mila abitanti, vive prevalentemente di questa economia e sono tante le famiglie in cui arriva lo stipendio di un regionale». «Per decenni la Sicilia ha rappresentato davvero e continua a rappresentare», prosegue Forgione, «un residuo di socialismo reale senza ideologia, se non quella dello scambio e del favore clientelare, con una gestione centralista e statalista del rapporto tra l’amministrazione pubblica, la società e l’economia che, nel corso degli anni, ha snaturato anche le ragioni stesse di una conquista democratica come lo statuto autonomista». La Sicilia guida anche la classifica degli stipendi ai parlamentari con 12.234 euro mensili, equivalenti al 100% dello stipendio di un parlamentare nazionale. Segue per numero di dipedenti (9.896) e cioè più di quanti ne contino Toscana, Umbria, Marche e Lazio, la Campania, che però ha il primato del costo del lavoro e cioè 392.351.000 euro del 2003, pari al 19% della spesa nazionale. Un altro primato della regione Campania è quello dei 506 dirigenti che guadagnano mediamente 85.832 all’anno. Bassolino è stato criticato anche per la moltiplicazione delle commissioni e delle consulenze e ha replicato molto risentito, ma non ha smentito i dati. D’altronde la spesa totale della Regione Campania, rispetto a quelle delle altre regioni a statuto ordinario, è proporzionalmente al numero di abitanti, la più elevata (13 miliardi - rendiconto 2003) con un’aumento del 13,44% sul 2002.
Più difficile quantificare i costi della politica degli enti locali. Un dato complessivo (Sole 24 ore, 14 agosto) è il seguente: 300mila persone circa, tra gli eletti nelle assemblee elettive e dipendenti delle strutture centrali e periferiche dei partiti, sono impegnati in politica. È un numero consistente di persone che è inversamente proporzionale al funzionamento delle istituzioni e dei servizi e alla qualità della nostra democrazia.
venerdì, 29 luglio 2005
Il Signoraggio.
Ho imparato solo oggi il significato di questa parola e sono letteralmente rimasto di merda. E' tutto vero, verissimo, ma chi ci aveva mai pensato? Si impara ogni giorno a riconoscere un dettaglio di noi stessi che ci indichi quanto siamo addormentati rispetto alle porcherìe che altri, più furbi (o più disonesti, se vogliamo) compiono ai nostri danni.
Riporto qui in basso un "volantino" che parla del signoraggio: leggete e rimanete basiti anche voi. Ma soprattutto fate in modo di diffondere più che potete. Preciso che si parla della Banca d'Italia e che questa altro non è che una società privata formata dai seguenti soci: Gruppo Intesa, Gruppo San Paolo, Gruppo Capitalia, Gruppo Unicredito, Assicurazioni Generali, INPS, Banca Carige, BNL, Monte dei Paschi di Siena, Gruppo La Fondiaria, Gruppo Premafin, Cassa di Risparmio di Firenze, etc...
Il Mondo ha un problema.
E’ un problema puramente economico, riguarda infatti l’emissione del Denaro.
Tale emissione è decisa, controllata e gestita da Entità Private e non da Governi democraticamente eletti. Dopo centinaia di anni di contraffazioni e illegalità e machiavellismi, queste Entità Private sono ora giunte a controllare intere Nazioni, non più sovrane ma schiave di un meccanismo economico/finanziario conosciuto come “signoraggio” (con l’aggiunta della forse ancor più grave “riserva frazionaria”).
Molto spesso, troppo spesso, gli uomini politici di ogni Nazione chiamati a tutelare e difendere il Popolo che li ha democraticamente eletti, sono corrotti e collaborano con questi malvagi “creatori di moneta”. Le leggi stesse in materia vengono create a vantaggio dei Banchieri Internazionali. Altre leggi che potrebbero aiutare il Popolo a riscattarsi da questa schiavitù, sono cambiate, alterate o semplicemente ignorate.
Questa truffa è il “signoraggio” e la “riserva frazionaria” delle Banche Centrali.
I sistemi di informazione sono alterati e/o controllati dal Potere Economico dei Banchieri Internazionali Privati e nessun giornale o televisione o radio parlerà mai del “signoraggio” e/o della “riserva frazionaria”. Ci sono stati Presidenti di Stato e uomini di grandezza mondiale che sono caduti sotto i colpi della mano spietata e potente delle Entità Sovranazionali.
Lincoln e Kennedy, ad esempio. Morti per aver creato denaro, a nome e in nome del Popolo, e non in servitù di Banche Centrale “agghindate di denominazioni nazionali”. Diffondere informazioni su questo argomento-tabù e contribuire a smascherare questi strangolatori della libertà individuali e collettive è un dovere di TUTTI noi, di OGNUNO di noi. Cerca in Internet parole chiavi come “signoraggio”, “riserva frazionaria”, “debito pubblico”.
Leggi informazioni alternative e contestatrici al Sistema. Supporta la causa diffondendo questo volantino e facendo TAM-TAM delle vere-informazioni che arrivi a cogliere tramite la Rete, informazioni depurate dall’ideologia politica, asservita al Potere dei Banchieri Internazionali.
E' molto semplice e geniale: prendono della carta, che proviene dagli alberi come anche la carta igienica, la stampano in tipografia, ci applicano striscioline argentate e altre amenità e poi la smerciano a un valore enormemente superiore al costo. "Creare" una banconota da 200 euro, costa meno di 4 millesimi di euro, tutto compreso. E smerciando tale prodotto, ci applicano perfino l'interesse. E ci pigliano pure per i fondelli e questo interesse lo chiamano "sconto". Questi sono dei privati!! Ci mettono in mano 4 millesimi di euro e stabiliscono che valgono 200 euro più gli interessi. E i governi sono responsabili di questo furto continuato e del silenzio che si è da sempre creato attorno a questo. E la nostra povera Costituzione? Dal comma 2 dell'Art. 42 della nostra Costituzione, oltreché dalla Carta dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite, si ricava che il diritto di battere moneta, è del popolo sovrano.
La produzione di carta moneta non è più legata da molti anni alla famosa riserva aurea. Questa, infatti, non esiste più. Quindi via libera all'inflazione stampando carta moneta senza sosta.
lunedì, 11 luglio 2005
Ma che bel tempo oggi.
Oggi il tempo è peggiorato. Almeno così si dovrebbe dire perché come tutte le cose, anche la definizione del tempo risponde a dei canoni ben precisi: sole = BEL tempo; nuvole = BRUTTO tempo. C'è un dubbio che mi assale: ma si può definire BELLO quando ci sono 40°C all'ombra e, complice un buon livello di umidità relativa, la temperatura cosidetta "percepita" è superiore di 5 o 6°C? E si può dire, si può esclamare "ma che bel tempo che fa oggi!" quando tali temperature uccidono vecchietti o vecchiette che hanno una pensione che non consente loro di farsi installare un bel condizionatore o non permette loro di spostarsi al mare o al lago per trovare refrigerio?
"Nonno, guarda che bel tempo c'è oggi!! Sù, vestiti che devi andare a passare la giornata in un supermercato!" Già perché lo scorso anno, mi pare fosse all'inizio del mese di giugno, l'ex ministro Sirchia propose di traslare le persone anziane nei supermercati per non farli soffrire il caldo. Tralascio ogni commento.
Si può dire che è bello uno stato meteorologico che favorisce gli incendi, la siccità e conseguente danneggiamento delle coltivazioni, che causa un uso di condizionatori tale che fa entrare in crisi la capacità italiana di generare energìa e che porta, quindi, al rischio black-out?
mercoledì, 22 giugno 2005
Ciclo Diesel
Normale per un giornalista qualsiasi, ovvero uno di quei cafoni sottoculturati, incapaci di redigere due frasi grammaticalmente e sintatticamente corrette di seguito, con un patrimonio di vocaboli tendente a 24 e totalmente asserviti a questo o quel leccapiedi di potenti, fare uso di termini che conosce soltanto perché li ascolta (o li legge, quando saltuariamente legge) utilizzati da altri suoi simili.
Un caso è quello in cui, non si sa bene come mai, un ben noto prodotto della raffinazione del petrolio, il gasolio, altresì conosciuto come nafta, cambia nome e pare chiamarsi "Diesel". Ho sentito più volte uno dei suddetti cafoni esprimersi con frasi del tipo "camion ribaltato lascia fuoriuscire ettolitri di Diesel".
Diesel è il cognome di colui (Rudolf Diesel) che ideò il ciclo che compie il motore omonimo quando funziona. Così come Otto è il cognome di colui, Nikolaus A. Otto, che ideò il ciclo di funzionamento del motore a benzina. Per questo non è corretto parlare di "litri di Diesel"; sarebbe come dire "litri di Otto" per indicare la benzina.
Ma i giornalisti, poveri ignorantoni, che ne sanno?
mercoledì, 01 giugno 2005
Questione di educazione?
Un palazzone tutto cristallo azzurro, di pianta curvilinea, in quanto costruito a margine di una strada curva. Otto piani, tre "corpi" (A, B e C).
Non so esattamente in quanti si sia, ma credo di poter stimare 500 - 600 dipendenti. E' la sede della mia città dell'azienda per la quale lavoro.
E come in tutte, o quasi, le aziende, ai vari piani è possibile trovare le terrificanti macchine che erogano, a fronte di un prezzo ragionevole, un caffè mefitico e sempre costantemente troppo lungo. Il pagamento avviene mediante una sorta di chiavetta sulla quale è memorizzato un credito precedentemente accumulato il quale viene decurtato del costo del caffè: 30 eurocentesimi per un caffè di miscela comune e 40 eurocentesimi per un caffè prodotto con miscela "araba".
Spesso accade che qualcuno dimentichi la chiavetta inserita nel lettore della succitata macchina e se ne torni al proprio ufficio. In questi casi, un dipendente onesto che la dovesse trovare lì appesa, dopo averne consumato il credito (chissà perché in questi casi, tale furto si considera legittimo), la riporterà alla reception che, forse, si occuperà della restituzione.
Qualche giorno fa, è successo a me di trovare una chiavetta dimenticata nel lettore della macchina del caffè. Sul portachiavi appeso alla chiavetta si poteva leggere anche il cognome del distratto che l'aveva dimenticata e quindi ho pensato di restituirla (ovviamente senza consumarne il credito).
"Torno al mio posto e invio una email a costui (o costei) acciocchè possa venire a riprendersela" ho pensato. Non so chi sia e quindi l'educazione mi impone di usare il "Lei".
«Credo di aver recuperato la Sua chiavetta del caffè.
Io mi trovo al secondo piano corpo C.
Fra circa mezz'ora vado via. Se non riesce a passare
oggi, mi trova domani qui.
Saluti.»
La risposta (giunta dopo circa quaranta minuti ma io ero ancora al mio posto):
«Grazie,
Sarai già andato via. Io sono nella stanza 505 e domani sono qui.
Se passi puoi lasciarla sulla mia scrivania-
Rolando»
C'è o non c'è da rimanere basiti? Stai a vedere che magari gli porto, contestualmente, anche un caffè bello caldo e un cornetto.
Però ho replicato:
«No, sono ancora qui. Se vieni subito te la restituisco subito.»
...dimenticandomi, stavolta, di utilizzare il "Lei".
venerdì, 20 maggio 2005
Back from Amsterdam 3a puntata
Lingua
Vuoi muoverti? Devi chiedere un'informazione? Entri in un negozio e devi comunicare con un commesso? Se sai un pochino di inglese non potrai avere mai alcun problema. In Olanda TUTTI parlano inglese e, oltretutto, di gran lunga più comprensibile di quello parlato dagli inglesi.
Aggiungo che nessuno avrà mai quell'aria diffidente che, al contrario, hanno gli italiani quando uno sconosciuto, straniero o no che sia, si avvicina loro.
Donne
L'Olanda è piena piena piena di donne. A occhio e croce sono almeno il doppio degli uomini. Mi riferisco alle persone che si incontrano in giro. Dal momento che stentavo a credere che ci fossero davvero più donne, ho provato a informarmi. La realtà è che, a differenza di quanto accade in Italia, le donne che lavorano sono in percentuale inferiore e quindi se ne incontrano di più per la città.
Le donne (ma allo stesso modo gli uomini) sono assai meno sensibili ai messaggi letali che in Italia ci conficcano nel cervello giornalmente le pubblicità, la moda, la TELEVISIONE e questo fa sì che abbiano tutte un aspetto più normale, tranquillo, sano. Le ragazze non cercano a tutti i costi di assomigliare a questa o quella modella, a questa o quella cantante-strafiga; non si vestono tutte uguali perché la moda lo impone. Non indossano tutte gli stessi occhiali da sole da diva perché altrimenti non si sentono accettate. Non indossano tutte le stesse ORRIBILI, TERRIFICANTI scarpe con le punte lunghe mezzo metro solo perché tutte le altre le hanno. Difficilissimo trovare ragazze o donne truccate. Con questo non voglio credere che non utilizzino trucco, ma magari sono più attente a non strafare. E sono belle. Proprio belle.
Pubblicità
Chi mi conosce un pochino sa quanto io possa odiare la pubblicità, che ritengo uno dei più diabolici mezzi coercitivi che la società moderna del consumismo selvaggio ha per creare in noi dei bisogni falsi che altrimenti non avremmo affatto e spingerci a comprare e comprare e comprare e comprare, fino a terminare tutti i nostri soldi per poi farci fare debiti e poter comprare ancora, pagando nei prezzi di acquisto la pubblicità stessa.
In Amsterdam è quasi impossibile trovare pubblicità. Per le strade non ci sono cartelli o cartelloni. Nei tram c'è qualche cartello di modeste dimensioni ma ho dovuto cercarlo per sincerarmi che esistesse. Qualcosa sotto le pensiline dei tram o agganciato/incollato all'esterno dei tram stessi. E basta. E la città è più bella così. I cartelloni pubblicitari danneggiano le menti e le città.
Back from Amsterdam - 2a puntata
Bidet
Penso che questo sia un quesito al quale non troverò mai una risposta: perché all'estero non si trova mai un bidet? Neanche in Francia ve ne sono, e sì che il termine suona francese. Mi riferisco alla case comuni, quelle dove vivono gli abitanti del luogo (già, perché spesso negli alberghi il bidet c'è).
In Amsterdam le case sono sprovviste di tale utilissimo accessorio.
Cucina
La cucina locale lascia alquanto a desiderare (specie poi per un italiano): zuppe e zuppe, pesanti, quasi solide. Credo che neanche gli olandesi impazziscano per la propria cucina. Infatti in città c'è un'enorme quantità di ristoranti francesi, italiani, turchi, peruviani, messicani, cinesi, etìopi, giapponesi, coreani del nord, coreani del sud, vietnamiti, thai, indiani, giordani, spagnoli, etc... E' possibile trovare ristoranti di ogni parte del mondo.
Ricordo il nome di una "catena" di ristoranti italiani (ve ne sono 4 con questo nome in città): "Pasta di mamma" 
Tulipani
Su tale argomento, più che parlarne si deve stare in silenzio e ammirare.
